
Quotidiano di informazione indipendente dell'Alto Sangro

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CASTEL DI SANGRO – Una “Città dello Sport” sulla carta e nei grandi eventi patinati, ma drammaticamente priva dei servizi sanitari di base per i propri figli. È il clamoroso paradosso in cui versano Castel di Sangro ed il comprensorio dell’Alto Sangro, dove l’ambulatorio pubblico di Medicina dello Sport presso l’Ospedale locale è stato colpevolmente sospeso da ormai dieci anni. Una paralisi inaccettabile che costringe circa 500 giovani atleti dell’Alto Sangro a subire odissee burocratiche o a sopportare un vero e proprio salasso economico.
“Per porre fine a questa ingiustizia il nostro gruppo consiliare ha presentato una mozione consigliare indirizzata al Sindaco Angelo Caruso e ai vertici della ASL 1 Avezzano-Sulmona-L’Aquila. La richiesta è chiara, netta e non ammette rinvii: ripristinare immediatamente l’ambulatorio pubblico per garantire le visite di idoneità agonistica in regime di esenzione ticket per i minori di 18 anni e con ticket per gli over 18, per almeno due giorni a settimana”, dichiarano i consiglieri di “Comunità Castellana”.
Un salasso sulla pelle delle famiglie e dei giovani
La realtà quotidiana vissuta dai residenti è specchio di una sanità pubblica smantellata nel silenzio delle istituzioni locali. Per ottenere questo certificato, i ragazzi e le loro famiglie si trovano davanti a un bivio obbligato e ingiusto: mettersi in viaggio verso i presidi di Sulmona o Avezzano, scontrandosi con liste d’attesa infinite e scoraggianti, oppure arrendersi al circuito privato.
In quest’ultimo caso, le tariffe schizzano tra i 70 e i 110 euro a visita. Si tratta di un autentico “doppio pagamento”: i cittadini finanziano già attraverso le imposte il Servizio Sanitario Nazionale, ma sono poi costretti a pagare di tasca propria per un diritto che dovrebbe essere garantito e gratuito. Un onere insostenibile che grava pesantemente sui bilanci familiari, calpestando il principio costituzionale di tutela della salute e le stesse linee guida della Legge Regionale Abruzzo (n. 15/2020).
Il grande bluff della “Città dello Sport”
Ciò che fa più rabbia è il contrasto stridente con la narrazione trionfalistica della maggioranza regionale. Castel di Sangro e l’alto Sangro vengono costantemente accreditate e celebrate come vetrina sportiva d’eccellenza, sede di ritiri nazionali e grandi manifestazioni. Com’è possibile che un territorio che si fregia di tali titoli non sia in grado di offrire un presidio sanitario pubblico elementare per i propri ragazzi che praticano sport tutto l’anno?
“Invece di ridurre i tempi d’attesa nella sanità pubblica, si costringono le famiglie a pagare cifre importanti o a fare lunghi viaggi. Servono risposte concrete e immediate da ASL e Regione”, denunciano con fermezza i consiglieri di Comunità Castellana.
La maggioranza non ha più scuse
La mozione depositata costringe ora il Sindaco e la Giunta a uscire allo scoperto. L’atto impegna formalmente l’amministrazione comunale ad aprire subito un tavolo di confronto urgente con la ASL 1 e la Regione Abruzzo. L’obiettivo è unico: assegnare il personale specializzato necessario e riportare la Medicina dello Sport all’interno del nostro ospedale.
“Noi vigileremo passo dopo passo in consiglio comunale. La salute e le tasche dei cittadini di Castel di Sangro non possono più essere merce di scambio per la propaganda politica. Ora la maggioranza risponda coi fatti, il tempo delle scuse è scaduto”.