
Quotidiano di informazione indipendente dell'Alto Sangro

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Presentata una mozione urgente di “Comunità Castellana”: dopo la delibera del 2022 il silenzio. Il gruppo consiliare chiede l’avvio immediato del recupero coattivo entro 15 giorni e una relazione trasparente in Consiglio.
CASTEL DI SANGRO – Quattrocentocinquantamila euro. 450.000! Non è una cifra marginale, ma una somma imponente che appartiene alla collettività di Castel di Sangro e che, ancora oggi, manca all’appello nelle casse del COMUNE DI Castel di Sangro.
Per fare chiarezza su una vicenda amministrativa e finanziaria che si trascina nell’ombra da troppo tempo, i consiglieri di opposizione Michela D’Amico, Ladislao Bezpalko, Maria Rema Buzzelli e Patrizio Guerrini hanno depositato una mozione urgente rivolta al Sindaco Angelo Caruso e alla Giunta comunale. La domanda al centro dell’iniziativa è semplice e diretta: perché da quattro anni è tutto fermo?
La vicenda: 50mila euro all’anno mai versati
Per comprendere i contorni del caso bisogna risalire al contratto di appalto e concessione quarantennale, avviato nel giugno 2016, per la realizzazione e gestione delle due cabinovie del bacino sciistico dell’Aremogna e della rete di percorsi ciclo-pedonali. L’articolo 6.6 del contratto stabilisce un canone annuo di 50.000 euro che la società concessionaria – Leitner S.p.A., mandataria dell’ATI – è tenuta a versare al Comune di Castel di Sangro per la manutenzione delle opere.
Stando alla ricostruzione documentata nella mozione, a inizio 2020 la società ha versato unicamente la prima annualità, divisa tra acconto e saldo di 25mila euro ciascuno: 25 mila euro il 15 gennaio 2020, altri 25 mila euro il 17 febbraio 2020. Da quel momento in poi, il nulla. Le annualità successive non risultano corrisposte, accumulando un credito scoperto che oggi raggiunge la cifra record di 450.000 euro.
Quattro anni di inerzia dopo la delibera di Giunta
Non si tratta di una dimenticanza dell’ultimo minuto. Già nel 2020 e nel 2022 il Responsabile del Settore IV del Comune aveva inviato formali lettere di diffida alla società: una del 25 febbraio 2020 e una del 2 marzo 2022.
Il passaggio cruciale risale al 5 agosto 2022, quando la Giunta comunale approvava la delibera n. 99, con cui si disponeva di affidare un incarico legale per procedere al recupero forzoso dei canoni arretrati. Da quella delibera sono trascorsi quattro anni.
Quali azioni concrete sono state intraprese dall’avvocato incaricato? Perché le procedure di riscossione non sono state portate a compimento? E soprattutto: perché l’Amministrazione Caruso ha lasciato che un credito così importante rimanesse non riscosso per anni?
Il rischio di danno erariale
Il mancato recupero di somme dovute espone l’Ente a potenziali rilievi da parte degli organi di controllo – Corte dei Conti in primis – per rischio di danno erariale.
Le tre richieste di “Comunità Castellana”
Con la mozione depositata, il gruppo chiede tre impegni precisi e vincolanti:
“I soldi dei cittadini vanno tutelati”
“450 mila euro non sono un dettaglio contabile, sono risorse di tutti i cittadini di Castel di Sangro. la pubblica amministrazione deve dimostrare rigore ed efficienza soprattutto quando si tratta di riscuotere crediti spettanti all’Ente. Pretendiamo chiarezza immediata e risposte certe in aula”, sottolineano i consiglieri di Comunità Castellana.
Ora la parola passa al Consiglio
La mozione mette sul tavolo due questioni: recuperare le somme che il Comune ritiene dovute e fare chiarezza sui tempi e sulle procedure seguite finora. La discussione in Consiglio potrebbe trasformarsi in un confronto serrato sull’efficienza dell’azione amministrativa e sulla tutela delle risorse dell’Ente.
Una cosa è certa: 450 mila euro sono una cifra che il Comune non può permettersi di lasciare senza risposta.