
Quotidiano di informazione indipendente dell'Alto Sangro

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Il gruppo di opposizione ha richiesto la convocazione del Consiglio Comunale di venerdì 9 ottobre per deliberare sull’istituzione di una Commissione Straordinaria d’Indagine Conoscitiva sull’emergenza abitativa. Previsti 180 giorni di lavori a costo zero.
CASTEL DI SANGRO – Il 70% dei residenti è escluso dall’acquisto di una casa. Il 50% è escluso persino dall’affitto. Sono i numeri che fotografano l’emergenza abitativa a Castel di Sangro, e che hanno spinto il gruppo consiliare di opposizione “Comunità Castellana” a depositare una proposta di deliberazione per l’istituzione di una Commissione Consiliare Consultiva e d’Indagine Conoscitiva sull’emergenza abitativa, le politiche per la casa, l’edilizia convenzionata e cooperativa, il canone concordato, il recupero del patrimonio confiscato e degli immobili pubblici dismessi.
La proposta è stata depositata dai consiglieri Michela D’Amico, Ladislao Bezpalko, Maria Rema Buzzelli e Patrizio Guerrini, che hanno richiesto la convocazione del Consiglio Comunale di venerdì 9 ottobre proprio per discutere e votare l’atto, ai sensi dell’art. 39, comma 2 del TUEL.
I numeri dell’emergenza
Il reddito imponibile medio per contribuente nel Comune di Castel di Sangro si attesta intorno ai 16.334 euro annui (circa 1.361 euro mensili). Il reddito mediano si colloca leggermente al di sopra di questa soglia, intorno ai 1.498 euro mensili, a conferma di una distribuzione dei redditi con una quota significativa di contribuenti sotto la media.
Il prezzo medio al metro quadro richiesto per gli immobili residenziali in vendita nel comune nel segmento delle nuove costruzioni superano i 3.000 euro, con punte che in alcune zone arrivano fino a 3.800-4.000 euro/m². Per un appartamento di 70 metri quadri – la tipologia più richiesta da una giovane coppia – la media comunale si traduce in una cifra compresa tra i 210.000 e i 280.000 euro.
Il canone di locazione a lungo termine si aggira tra i 600 e gli 800 euro al mese. Una cifra che, rapportata al reddito mediano di 1.498 euro, assorbe oltre il 40% delle entrate di una famiglia monoreddito. E che diventa insostenibile per le 2.035 persone che a Castel di Sangro dichiarano un reddito mensile inferiore a 1.000 euro.
Il risultato è che sette residenti su dieci non hanno i requisiti economici per accedere a un mutuo per l’acquisto della prima casa, e cinque su dieci sono esclusi dal mercato della locazione.
Le locazioni brevi la fanno da padrone
A rendere ancora più difficile l’accesso alla casa contribuisce il fenomeno delle locazioni brevi. Piattaforme come Airbnb e Booking stanno progressivamente sottraendo alloggi al mercato residenziale, spinti da un duplice vantaggio per i proprietari: il rischio ridotto di mancato pagamento del canone e la maggiore convenienza economica rispetto agli affitti a lungo termine.
Sul primo punto, i dati nazionali sono chiari: il 25% di chi sceglie l’affitto breve lo fa proprio per ridurre il rischio di morosità, mentre il 33% lo sceglie per la velocità di rientrare in possesso dell’immobile in caso di necessità. Il pagamento anticipato dell’ospite, la permanenza di pochi giorni e l’assenza di procedure di sfratto rendono la locazione turistica percepita come a rischio quasi zero.
Sul secondo punto, la convenienza economica: a Castel di Sangro il prezzo medio per notte si aggira intorno ai 125 euro, con un tasso di occupazione medio annuo del 20%.
È il paradosso di una città che vive di turismo e sport, ma che ai propri residenti non riesce più a garantire il diritto alla casa.
La Commissione: cosa farà
La Commissione, composta da 5 consiglieri con rappresentanza garantita a ogni gruppo consiliare, avrà 180 giorni di tempo dalla prima seduta per:
Costi zero
La partecipazione ai lavori è a titolo interamente gratuito e non comporta alcun onere per il bilancio del Comune di Castel di Sangro.
L’appuntamento
La proposta sarà discussa nel Consiglio Comunale di venerdì 9 ottobre, convocato su richiesta di “Comunità Castellana”.
“Il 9 ottobre la maggioranza ci dirà se vuole risolvere realmente il problema o se vuole continuare a escludere dal futuro di Castel di Sangro il 70% dei castellani”, dichiarano i consiglieri del gruppo di “Comunità Castellana”.