
Quotidiano di informazione indipendente dell'Alto Sangro

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Castel di Sangro, incastonato tra le montagne dell’Alto Sangro, è un borgo che vive di turismo: natura, sport, storia e tradizioni attraggono visitatori durante tutto l’anno. Eppure, proprio questa vocazione sembra scontrarsi con una realtà paradossale: il paese resta isolato, stretto nella morsa di un sistema di trasporti insufficiente e frammentario. Chi arriva senza auto scopre presto quanto sia complicato muoversi. Collegamenti con grandi centri come Roma sono quasi inesistenti: chi vuole raggiungere la capitale deve fare più cambi, affrontare corse rare e tempi di viaggio prolungati. La distanza, pur superabile in auto, diventa un ostacolo concreto per chi viaggia con mezzi pubblici.
Il collegamento con Isernia, città vicina e punto di riferimento per scuole, servizi e treni, è emblematico di questa difficoltà. Le corse in autobus esistono, ma sono poche e concentrate negli orari scolastici, creando sovraffollamento e disagi costanti. Non è raro vedere studenti costretti a viaggiare in piedi per chilometri, mentre visitatori occasionali si trovano di fronte a mezzi pieni oltre ogni capacità, rendendo il viaggio poco confortevole e poco affidabile.
A raccontare la situazione è un ragazzo di Castel di Sangro che studia a Isernia, «uso questi autobus da anni e i problemi non sono certo una novità. Le corse sono poche, sempre affollate e spesso non adeguate al numero reale di studenti. In certi periodi la situazione è davvero pesante.»
Ricorda anche un episodio particolarmente grave, «una volta l’autobus ha preso fuoco durante la corsa sulla SSV Isernia–Castel di Sangro, all’altezza di Forlì del Sannio. Siamo scesi tutti e ci siamo ritrovati per strada, in attesa di capire cosa fare. Per fortuna non ci sono state conseguenze gravi, ma è stato un momento di grande paura.»
E sottolinea che non si è trattato di un caso isolato, «non è la prima volta che accadono guasti o incidenti. Mezzi vecchi, corse sovraffollate, ritardi continui: chi prende questi autobus sa che il disagio è costante.»
Negli ultimi mesi, però, qualcosa è cambiato. A seguito di numerose proteste e manifestazioni portate avanti da studenti, famiglie e pendolari, la Regione Molise ha introdotto autobus più moderni, dotati di sedili nuovi, maggior comfort e sistemi di aerazione funzionanti. Un miglioramento tangibile, apprezzato dagli utenti, ma che non risolve il problema principale: la scarsità di corse e il sovraffollamento negli orari di punta.
Castel di Sangro resta dunque un caso emblematico: un paese che punta sul turismo, ma che continua a essere penalizzato da collegamenti pubblici inadeguati. Gli studenti affrontano disagi quotidiani, i residenti faticano negli spostamenti di lavoro o per servizi essenziali e i turisti incontrano un accesso complicato, scoraggiante e poco sostenibile. Superare questa contraddizione non significa solo aggiungere qualche corsa in più: serve una visione strutturale dei trasporti, capace di integrare le esigenze locali e turistiche, garantire sicurezza e affidabilità e rendere Castel di Sangro davvero accessibile.
Alla luce di tutto questo, è urgente che le Regioni Abruzzo e Molise coordinino un piano concreto per rafforzare la mobilità tra i territori confinanti. Gli interventi dell’ultimo anno rappresentano un passo avanti, ma senza un incremento significativo delle corse e una programmazione mirata alle reali esigenze di studenti, residenti e turisti, il paradosso resterà irrisolto.
Castel di Sangro non è solo un borgo da visitare: è un motore turistico e culturale per l’intero comprensorio appenninico. Garantire collegamenti più frequenti, sicuri e accessibili non è solo una necessità logistica, ma una scelta strategica per lo sviluppo economico e sociale del territorio. Fino a quando questo non accadrà, il paese continuerà a convivere con un paradosso che penalizza chi lo abita e chi lo vorrebbe scoprire.